Chi siamo

Con il regio decreto  2  settembre 1923 n. 1913 La Spezia fu elevata a rango di Provincia, ma solo nel luglio del 1941 il Ministero dell’Interno, sotto la cui pertinenza all’epoca ricadeva  l’amministrazione archivistica, incaricò la Prefettura di individuare una sede consona per la Sezione d’Archivio di Stato alla Spezia,  in coerenza  con quanto previsto dall’art.2 della legge n. 2006/1939 – “Nuovo Ordinamento per gli Archivi del Regno” .

Il Soprintendente archivistico di Genova, interessato per competenza del problema, indicò quale possibile sede per il nascente Istituto  la struttura della “Missione Protestante Evangelica Inglese” , situata di via Marco Federici, 23, tuttavia la scelta non andò a buon fine perché il Comando Federale della “Gioventù Italiana del Littorio” aveva già avanzato la richiesta per ottenere il medesimo stabile e disponeva delle risorse finanziarie per realizzare l’adeguamento dell’edificio.

Le urgenze della guerra procrastinarono inevitabilmente la realizzazione del  progetto, fino a quando  con D.M. del 16 febbraio del 1956  fu istituita la Sezione di Archivio di Stato della Spezia che, tuttavia, intraprese la sua attività solo l’anno seguente.

La prima sede fu in Viale Italia 13 , all’interno di un edificio di proprietà dell’Amministrazione Provinciale della Spezia e il personale  in organico  si consisteva di tre unità, ovvero il direttore reggente, il dottor Giuseppe Arsento , che era anche  direttore dell’Archivio di Stato di Massa, quindi in qualità di archivista la dottoressa Maria Guardì Denaro dell’Archivio di Stato di Genova e l’unico custode, il signor Emilio Steffanini. 

L’esordio ebbe  luogo con le operazioni preliminari per accogliere i versamenti della delle amministrazioni statali spezzine e nelle sue relazioni all’Ufficio Centrale per gli Archivi di Stato il direttore reggente non manca di riferire del prezioso contributo dato dall’allora direttore della Biblioteca civica, l’insigne studioso Ubaldo Formentini: <<…la cui vasta e profonda conoscenza della storia della zona è stata molto utile per formarsi una prima idea sull’entità del patrimonio documentario che dovrà essere versato all’Archivio di Stato>> cit. lettera del 17 ottobre 1956,  Corrispondenza d’Ufficio. Anno 1956- 57 Economato.

Negli anni successivi, in virtù delle disposizioni previste dalla cosiddetta legge archivistica – il D.P.R. n. 1409 del 30 settembre 1963 – l’Istituto spezzino conseguì la sua autonomia da quello di  Genova  e divenne Archivio di Stato.

Nell’ ottobre del 1977, per far posto al Provveditorato agli Studi, si dispose il trasferimento nell’attuale sede in via L. Galvani 21, dove l’Archivio si trova tuttora,  nel quartiere “Valdellora”, al piano terra di un condominio che in precedenza ospitava l’Istituto per Geometri della città, nonostante già all’epoca la direttrice, la dottoressa Giannina Pastorino  si fosse adoperata presso le istituzioni locali  affinché mettessero a disposizione un edificio collocato in una posizione meno periferica rispetto alla città. Ella stessa ebbe modo di sottolineare come la  zona fosse poco servita dai mezzi pubblici, il che anche oggi crea disagio in special modo agli utenti che vengono da fuori provincia, data la difficoltà di collegamento con la stazione ferroviaria di La Spezia Centrale.

Negli anni successivi l’implemento progressiva del patrimonio documentario versato e parimenti tutta una serie di  aspetti di ordine funzionale, unitamente al  crescente orientamento del Ministero  a favore delle attività di valorizzazione,  quali mostre, conferenze, percorsi didattici, hanno indotto l’amministrazione archivistica ad acquistare per l’Istituto spezzino  una sede più idonea al ruolo istituzionale a cui deve adempiere.

Nei prossimi anni, quando saranno ultimati i lavori, è previsto che l’Archivio di Stato avrà dunque quale nuova sede una palazzina della fine del XIX secolo, un edificio in stile che sorge nel centro della Spezia,  in via Roma, angolo via G.  Garibaldi, a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria e prossimo ad altri luoghi di cultura , quali la Palazzina delle Arti, il Museo Amedeo Lia, il Centro d’arte moderna e contemporanea, la Biblioteca civica, l’Archivio storico del Comune, il Museo Etnografico, quello diocesano e il Museo Navale.